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Volontariato a Calcutta da Madre Teresa e le Missionarie della Carità: la guida completa per tutti i tuoi dubbi

by tiportoviaconme

Nel 2016 Giulia decise di avverare un sogno e fare volontariato a Calcutta. Sapeva che la sua prima esperienza di volontariato sarebbe stata negli istituti fondati da Madre Teresa e dalle Missionarie della carità, il richiamo era fortissimo e l’esperienza fu stupenda. Ci siamo tornati insieme nel 2019 e abbiamo condiviso emozioni uniche.

Cercando in rete informazioni, ci siamo resi conto che se ne trovavano poche. Ancora oggi in tanti ci scrivono per avere informazioni pratiche su come muoversi, come sono organizzati gli istituti, dove dormire. Se ti stai chiedendo le stesse cose, se hai mille dubbi e domande, non ti preoccupare, sono gli stessi che abbiamo avuto tutti la prima volta.

Abbiamo così deciso di raggruppare alcune info e scrivere una guida pratica dopo le tre esperienze di Giulia e l’ultima fatta insieme in India da volontari, che ci hanno fatto innamorare di questa terra e del suo popolo. Speriamo così di essere utili e darti quell’ultima spinta che serve per iniziare questa fantastica esperienza.

Quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe – Madre Teresa di Calcutta

Il volontariato a Calcutta è gratuito ed aperto a tutti

La prima cosa da sapere è che qui il volontariato è completamente gratuito. Le tue spese saranno volo, vitto, alloggio e trasporti, ma per l’attività di volontariato non dovrai pagare.
Inoltre, ti sembrerà strano, ma non devi avvisare nessuno del tuo arrivo. Di lavoro ce n’è sempre tanto e tutto l’anno i volontari sono indispensabili.

Un aspetto che potrebbe causare dubbi è quello religioso. Sappi che non ti verrà mai chiesto se sei credente o di quale credo, o se sei ateo, tutti sono i benvenuti. Non ti chiederanno neanche quanto tempo ti fermerai. Abbiamo conosciuto volontari di passaggio che si sono fermati un paio di giorni. Le Sisters ti saranno grate in ogni caso perché darai una mano!

Primo approccio a Calcutta

Il nostro consiglio è quello d’iniziare a scoprire la città con calma e ambientarti. Prenditi qualche giorno iniziale per visitare la città e prendere confidenza con i ritmi indiani, così diversi dai nostri. Ti proponiamo alcuni consigli su cosa vedere a Calcutta.

Non spaventarti se i primi giorni ti sentirai stanco, stravolto e un po’ stressato. È normale. È l’impatto con l’India e Calcutta è una città forte. La povertà e la ricchezza sono in netta contraddizione in ogni angolo. Se è la tua prima volta in India il nostro consiglio è quello di leggere qualche blog o diario di viaggio per capire meglio gli usi e costumi di una cultura così differente dalla nostra.

Non vogliamo spaventarti ma è giusto dirti che non sarà una passeggiata, ma se sarai pronto vedrai che l’affronterai benissimo. Se è possibile non andare da solo. Se non hai compagnia nessun problema, appena arriverai vedrai che non sarai mai solo e troverai tanti volontari o viaggiatori con cui confrontarti e che ti daranno una mano in caso di necessità.

⇢ Iscriviti al gruppo Facebook Volontariato a Calcutta – il ritrovo dei volontari

Se sei in partenza per il volontariato o hai bisogno di info, abbiamo creato un gruppo Facebook per i volontari, uno spazio per condividere, conoscersi e scambiarsi info. Ti segnaliamo anche il sito di Federica ricco di informazioni dove mette a disposizione una lista dei volontari in partenza.

bambini di strada a Calcutta
Una città di contrasti, come tutta l’India: povertà estrema come queste famiglie che vivono sul marciapiede (sì, quelle sullo sfondo sono le loro case), ma anche grandi sorrisi.

Come raggiungere Calcutta dall’aeroporto

Arrivare in città dall’aeroporto è molto semplice. Le opzioni principali sono due: taxi prepagato o Uber.
Per il taxi prepagato troverai gli uffici in aeroporto “Prepaid taxi”: qui basta dire la via del tuo alloggio, pagare, poi recarti fuori dall’aeroporto al chioschetto “Prepaid taxi” e trovare la vettura con la targa scritta sul foglio che l’ufficio ti ha lasciato.

Per Uber ti servirà scaricare l’app. Una volta registrato potrai inserire la via dell’alloggio, vedere la tariffa, il percorso e attendere la macchina con la targa a te assegnata. È un modo molto più economico per spostarti rispetto ai taxi ufficiali. Noi dall’aeroporto a Sudder Street abbiamo speso 300/350 rupie.

Primo passo: la registrazione

Per lavorare in uno degli istituti dovrai registrarti, è molto importante ed è obbligatoria. La registrazione avviene di lunedì, mercoledì, venerdì ore 15.00 nell’istituto di Shishu Bavan (78, A.J.C. Bose Road). Ricordati di portare il passaporto, anche una fotocopia va bene. A fine registrazione ti daranno un pass che andrà mostrato all’ingresso degli istituti.

Chi decide dove andrai a lavorare? Lo scegli tu, in base alle tue attitudini e a quello che pensi possa piacerti di più. Durante la registrazione ti sarà chiesto infatti in quale istituto vuoi lavorare. Se non hai le idee chiare, se non conosci gli istituti, o hai qualche perplessità e dubbi, non ti preoccupare. Ci saranno altri volontari che sono lì da molto tempo e ti spiegheranno le caratteristiche di tutti gli istituti.

Inoltre ci sarà un breve colloquio con la coordinatrice, Sister Mary, che ti aiuterà e potrà darti indicazioni su dove andare anche in base al numero di volontari presenti in quel periodo. Se hai particolari competenze in ambito medico o infermieristico fallo presente, così in caso di bisogno sapranno dove indirizzarti.

Volontariato Calcutta registrazione
Alla registrazione vengono consegnati i pass e delle medagliette.

E se voglio iniziare nei giorni in cui non c’è la registrazione? Semplicissimo. Durante il ritrovo mattutino (vedi prossimo punto), alla fine della colazione fai presente alle suore che è il tuo primo giorno e non puoi registrarti. Ti daranno un pass con cui potrai lavorare e che dura fino al primo giorno utile per registrarti.

In alcuni istituti si lavora solo al mattino (08.00/08.30 -12.00) mentre in altri potrai scegliere tu se lavorare tutto il giorno (pomeriggio 15.00-17.00/17.30). Se rimarrai più settimane consigliamo di iniziare a lavorare solo al mattino, per aggiungere eventualmente il pomeriggio dopo qualche giorno.

Importante sapere, anche se te lo ripeteranno spesso, che negli istituti le fotografie sono vietate. Si possono fare solo l’ultimo giorno chiedendo il permesso alla Sister dell’istituto e solo se hai svolto minimo sette giorni di volontariato.

Il giovedì non si lavora, è il giorno libero. Potrai riposarti o andare alla scoperta della città. Sarai stupito di scoprire quante sono le cose da vedere a Calcutta.

Il primo e terzo giovedì del mese le Sisters organizzano la visita al lebbrosario. Prenota qualche giorno prima a Mother House, dove ci si ritroverà anche per partire in gruppo, poiché il lebbrosario si trova fuori Kolkata e bisogna prendere il treno. È qua che vengono prodotti e confezionati tutti i saari delle Missionarie della Carità dai malati e dalle loro famiglie che trovano nel centro una casa ed un lavoro.

Lebbrosario Madre Teresa Calcutta
Volontariato a Calcutta il lebbrosario

Pronto per iniziare il volontariato a Calcutta: il ritrovo mattutino

Ora sei pronto per il tuo primo giorno. La giornata inizia a Mother House (54, A.J.C. Bose Road), sede delle Missionarie della Carità, dove ha vissuto ed è sepolta Madre Teresa. Potrebbe esserti utile il percorso per raggiungere Mother House da Sudder Street, una delle vie dove alloggiano la maggior parte dei volontari.

  • Alle 06.00 tutte le suore celebrano la messa. Ovviamente non è obbligatoria.
  • Se non partecipi puoi arrivare alle ore 07.00 quando verrà offerta la colazione a tutti i volontari (chai, 2 fette di pane e una banana). E’ un momento d’incontro molto bello, dove si fa amicizia e si possono scambiare opinioni e consigli.
  • Alle 07.30 Sister Mercy Maria darà informazioni utili e alcuni avvisi della giornata, ad esempio se ci sono programmi straordinari, cambi di orari o particolari esigenze negli istituti.
  • Subito dopo c’è un momento molto emozionante: il saluto ai volontari al loro ultimo giorno. Radunati tutti attorno a loro, si canta la canzone “We thank you, thank you, thank you”. Non sarà facile non commuoverti.
  • Alla fine si formano i gruppi per i diversi istituti e si parte tutti insieme, quindi non preoccuparti se non sai come raggiungere il tuo istituto. Chi andrà a piedi, chi in bus. Anche questo è un momento d’aggregazione molto interessante per conoscere gli altri volontari.

Quali lavori dovrò fare? Com’è organizzato?

Un consiglio che sentiamo di darti è di approcciarti al lavoro in punta di piedi e di chiedere senza paura. Sarete in tanti volontari, quindi se non sai come comportarti in una situazione nuova, o non capisci come svolgere una mansione chiedi senza timore ai volontari e alle Masi (le donne dipendenti dei centri).

I lavori da svolgere sono vari. Se non sei infermiere o medico, le mansioni saranno essenzialmente divise in pulizia degli ambienti e attività con i pazienti.

Le attività di pulizia comprendono essenzialmente lavare e disinfettare a mano pavimenti e letti quotidianamente e fare lavanderia. In quest’ultimo caso saranno da lavare sempre a mano lenzuola e vestiti, per poi stenderli sul terrazzo. È abbastanza faticoso portare per le scale i secchi con i panni bagnati, quindi se hai problemi a schiena o ginocchia dedicati solo a stendere.
Come avrai notato subito, tutto viene fatto a mano, cosa per noi un po’ fuori dal comune. Tuttavia questo lo rende molto veloce ed economico.

Fare il bucato nel volontariato con le Missionarie della Carità

Le attività con i pazienti possono essere molto varie. Ti capiterà di accompagnare i pazienti in bagno e le situazioni che ti si possono presentare sono diverse in base al grado di autonomia del paziente. La maggior parte avranno solo bisogno di essere accompagnati e saranno poi autonomi, mentre ad altri servirà più aiuto.

I bagni consistono in turche e, come la chiama Giulia, la stanza aperta. In cosa consiste? È una stanza con un grande catino d’acqua e delle sedie con un buco in mezzo che dà direttamente sul pavimento. Viene utilizzata dai pazienti che per problemi motori non sono in grado di camminare. Bisogna accompagnare i pazienti sorreggendoli e trasferirli sulla sedia (se sono sulla sedia a rotelle chiama qualcuno, non farlo da solo) e al termine pulire gettando sul pavimento l’acqua presa dal catino.

“Onestamente – racconta sempre Giulia – i primi giorni di volontariato ero impaurita dalla possibilità di dover accompagnare qualcuno. Non l’avevo mai fatto nelle turche, figuriamoci nella stanza aperta. Poi è capitata l’occasione, ho provato e vi dirò che questi corpicini minuscoli che stanno in piedi a stento vi aiuteranno a farvi capire come fare”

Altra attività è aiutare durante i pasti, sia con la distribuzione, sia dando da mangiare a chi non è in grado di farlo da solo, o lavare i piatti alla fine.

Volontariato Missionarie Carità lavare i piatti

Nei momenti in cui non ci sono lavori manuali da svolgere potrai rimanere con i pazienti. In alcuni casi ci saranno volontari che organizzeranno attività (dipingere tutti insieme ad esempio), in altri le donne ti chiederanno di pettinarle, di mettere la crema per il corpo o lo smalto e gli uomini di tagliare i capelli e fare la barba.

Potrai far fare qualche passo a chi ha difficoltà a camminare autonomamente. In centri come Kalighat servirà una parola di conforto, a Shishu Bavan una bella dose d’energia con i bimbi.
In ogni caso, scambiare qualche parola, dedicare qualche minuto di attenzione, un sorriso, un abbraccio, una passeggiata a braccetto saranno sempre apprezzate. Potrai anche inventare qualche attività, ma proponetela prima alle Masi o alle Sisters.

Volontariato missionarie carità fare compagnia ai pazienti

Una cosa indispensabile da ricordare è che sarai ospite, perciò osserva, non imporre i tuoi metodi, chiedi sempre agli altri volontari o alle Masi e non giudicare.

Come vestirsi per fare volontariato

Vestiti comodi, larghi e maglie non troppo scollate e gonne non corte per le ragazze. Personalmente quando siamo in India ci vestiamo all’indiana perché lo troviamo molto comodo, colorato ed economico.

Negli istituti troverai grembiuli da metterti. Portati guanti e mascherina. Abbiamo usato spesso i guanti soprattutto per mettere la crema alle pazienti o massaggiare i capelli con l’olio. Abbiamo provato la mascherina solo i primi giorni, ma non essendoci particolare necessità (malattie nostre o dei pazienti) abbiamo preferito non usarla perché pensiamo limiti la mimica del viso, come se mettesse un muro tra noi e chi ci sta di fronte.

Nei vari istituti potrai lasciare i tuoi oggetti personali in armadietti ma non portare oggetti di valore e molti soldi. In passato si sono verificati furti, tra i volontari!

come vestirsi per volontariato a Calcutta
Loro sono i fidi grembiulino e spatolone di Giulia.

In Park Street Market, New Market e Sudder Street troverai abbigliamento economico. Il nostro preferito è il negozio di Akash e dei suoi fratelli. Si trova all’interno del cortile dove c’è lo Spanish Café. Quando entri nel cortile te lo trovi di fronte, è quello sulla sinistra.

Akash è diventato un amico, tanti volontari vanno da lui per fare due chiacchiere, comprare vestiti, biglietti del treno o cambiare soldi. Preparati a passarci le ore, tra chiacchiere, shopping e chai.

Altro punto dove potrai cambiare soldi in Sudder Street è da Mark, un chioschetto lungo la strada di fianco alla banca (poco dopo il cortile dello Spanish).

Dove comprare vestiti Calcutta
Il negozio di Akash nella prima foto e l'agenzia di Mark nella seconda.
Calcutta dove cambiare i soldi

Informazioni pratiche sugli istituti delle Missionarie della Carità

Abbiamo raggruppato alcune informazioni pratiche sulle principali caratteristiche degli istituti, per farsi un’idea prima di arrivare a Calcutta. Come detto precedentemente, là potrai chiedere info e consultarti con altri volontari. E in caso di domande o dubbi, non farti problemi a contattarci.

KALIGHAT, Nirmal Hriday 251, Kalighat Rd.
Il primo amore di Madre Teresa. Fu il primo istituto aperto per accogliere moribondi e malati e per dar loro conforto prima di morire. Si lavora al mattino e al pomeriggio. Donne nel reparto femminile e uomini in quello maschile. Ti verrà chiesto di sistemare e pulire i letti, medicare e aiutare nell’igiene personale i pazienti o semplicemente tenergli compagnia.

L’esperienza è forte, pensaci bene e magari visitalo prima. Il primo anno di volontariato, Giulia ha provato ad andare al pomeriggio, ma non è riuscita a rimanere a lungo. Troppo emozionante e commuovente trovarsi di fronte a corpi magrissimi che stanno aspettando solo d’andarsene. Al mattino, la situazione sarà sicuramente diversa perché ci sono più lavori manuali da svolgere, rispetto al pomeriggio in cui l’unica attività è quella di confortare e tenere compagnia ai pazienti.

PREM DAN, 37, Tiljala Rd
È l’istituto dove Giulia ha lavorato nelle sue tre esperienze di volontariato a Calcutta, lo ama. È una casa per persone anziane, sole e con problemi psichici, motori e disabilità più o meno gravi. C’è il reparto femminile e quello maschile e si lavora solamente al mattino.

Ogni giorno si fanno le pulizie dei pavimenti, bagni e letti. Si lavano a mano i panni e si stendono sul terrazzo. Chi ha le competenze o se la sente esegue le medicazioni e somministra le medicine. Per il resto della mattinata si fa compagnia ai pazienti, si distribuisce il the e il pranzo e per finire si lavano i piatti.
L’ambiente è molto gioviale e solare, i pazienti sono allegri e anche la Masi sono tutte disponibili e carine.

Prem Dan a Calcutta
Dormitorio della sezione femminile di Prem Dan.

SHISHU BAVAN, Lower Circular Road
Si trova a due minuti da Mother House, sulla stessa strada. È un orfanotrofio con due sezioni: una dei bambini orfani abbandonati e l’altra dedicata a bambini con disabilità. Possono lavorare solo volontarie donne. Potrai aiutare i bambini a mangiare, cambiarsi, lavarsi e giocare con loro. Si ha la possibilità di lavorare sia al mattino che al pomeriggio.

Giulia è andata qualche volta al pomeriggio sia dai bambini disabili che non: sono energia pura, soprattutto quelli di 2/4 anni. Tieni in considerazione che è un’istituto molto ambito, ci saranno sempre tante volontarie, con il rischio che possa diventare molto affollato e ti troverai con poco da fare.

DAYA DAN
Istituto per bambini con disabilità, anche piuttosto gravi. Ci possono lavorare sia uomini che donne, sia al mattino che al pomeriggio.

SHANTI DAN
Il primo anno di volontariato a Calcutta Giulia ha trascorso un giorno in questo istituto. È stata un’esperienza bella ma forte. È un istituto per donne e ragazze, con problemi motori o di salute mentale più o meno gravi, con passati difficili come carcere o prostituzione. Il reparto al piano superiore è dedicato alle donne e quello inferiore alle ragazze. Ci possono lavorare solo volontarie donne al mattino.

NABO JIBON
È la casa gestita dai Frati delle Missionarie della Carità. Ospita ragazzi e adulti con problemi fisici o mentali. Le mansioni sono simili a quelle di Prem Dan: si lavano i letti, si stendono i panni lavati a mano, si gioca e ci si relaziona con i pazienti.

Essendo abbastanza lontano da Mother House viene solitamente scelto da pochi volontari, ma proprio per questo le attività ludiche sono più libere e varie. Si lavora al mattino ed è solo per uomini. Abbiamo pensato di mettervi a disposizione le indicazioni su come raggiungere Nabo Jibon da Mother House.

Dove dormire a Calcutta

Ovviamente ci sono soluzioni per tutte le tasche: hotel, guest house e ostelli, più o meno vicine a Mother House. Riportiamo una piccola selezione delle sistemazioni più utilizzate dai volontari. In generale si raccomanda di chiedere sempre di vedere la stanza prima di accettare.

Galaxy hotel, 3 Stuart Lane. Abbiamo soggiornato sempre qui. Harry e Surinder, i due proprietari, sono persone fantastiche e nel momento del bisogno ci hanno sempre aiutati. È una guest house modesta, con camerate (un piano con dormitori è riservato a sole donne) e stanze singole/doppie con bagno privato. L’abbiamo trovato sempre confortevole e pulito, pieno di backpackers e volontari.

Si trova a due passi da Sudder street (insieme al quartiere del New Market è un punto di riferimento per tanti volontari) e a 15 minuti a piedi da Mother house. Come Giulia dice a tutti, la camminata fino a Mother House, soprattutto al mattino, è super piacevole (negli altri momenti della giornata non proprio… d’altronde siamo a Calcutta e il traffico la fa da padrone). Camera doppia circa 980.00 rupie.

Missione Battista, AJC Bose Road. Subito dopo Mother House, nei pressi della Chiesa Battista AJC Bose Road. Ha sistemazioni in dormitori a circa 700 rupie e camere singole a circa 1500 rupie. Possibilità di pranzo/cena a buffet a 150 rupie. Molto bello il giardino interno. Pieno di backpackers e volontari.

Modern Lodge, Stuart Lane. Situato di fronte al Galaxy. Chi vi ha soggiornato riferisce di camere abbastanza sporche e senza acqua calda. Carino il terrazzo. Molto economico.

Paragon, Stuart Lane. Sempre nella stessa strada del Galaxy. Ha camere doppie e singole, ma altri volontari riferiscono sia anche questo abbastanza sporco e con acqua fredda. Molto economico.

Hotel Heaven: di fianco Mother House, hotel a 2 stelle. Ha un ristorante interno buono. Camere singole e doppie a partire da 40/50 euro.

Dove mangiare a Calcutta

Ricordati che sei in un paese straniero dove il concetto d’igiene, come lo intendiamo noi, non è contemplato. Detto ciò, evita ghiaccio, cibo crudo, frutta già pelata o senza buccia e attenzione al cibo di strada, in India non si scherza.

Sudder Street è piena di ristorantini indiani e di cibo europeo e cinese. Vi indichiamo quello che abbiamo provato personalmente e dove anche altri volontari non hanno avuto problemi.

Blue Sky: Sudder street. Punto di ritrovo per molti volontari, ha prezzi economici (in media 3/4€), con cibo continentale e indiano. Serve dalla colazione alla cena. Buonissimi i succhi di frutta freschi, noodles e piatti indiani. Wifi free.

Spanish Café: altro ristorante gettonatissimo dai volontari. È in Sudder Street, in un cortile interno. Raj, il proprietario, ti offrirà piatti italiani e spagnoli, bruschette e pizza (un ragazzo italiano gli ha insegnato a farla e hanno il forno a legna) buonissime. Prezzi più alti rispetto agli standard indiani. Wifi free.
Raj ha aperto un secondo Spanish Café di fianco a Mother House. Troverai caffè, cappuccino, espresso, croissant.

Khalsa: Madge Ln, laterale di Sudder Street verso il New Market. Ristorante indiano gestito da Sikh. Buono ed economico.

Kusum Roll’s: in Park Street, 21. Street food in piedi e veloce, ottimo per la pausa pranzo. Si mangiano roll buonissimi. I roll sono una piadina arrotolata e fritta con dentro verdure, uova, pollo, tutto più o meno piccante. Vale la pena provarli! Costo € 0,50.

A-1 Roll Corner: Hartford Ln, laterale di Sudder Street. Molto spartano, si mangiano roll buoni ed è super economico. Non farti spaventare dal luogo non molto accogliente, non ci risulta sia mai stato male nessuno. Costo 2 rolls 50 €cent.

Fire and Ice: se hai nostalgia di casa puoi andare in questa pizzeria. Si trova vicino a Park Street e a 500 metri dal Victoria Memorial Hall. Posto accogliente e standard occidentali. Prezzo per una pizza € 10.

Domande sul volontariato a Calcutta da Madre Teresa?

Speriamo di aver chiarito il più possibile i dubbi che si possono avere prima di partire, erano gli stessi che abbiamo avuto noi la prima volta. Se hai ancora qualsiasi domanda, dubbio, richiesta di contatti scrivici pure nei commenti, siamo sempre a disposizione.

Buon volontariato, non te ne pentirai!

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Namaste

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