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C’è sempre una scelta. Noi scegliamo di essere felici

by tiportoviaconme

Mollare tutto, cambiare vita e partire per un viaggio di sola andata può sembrare da pazzi, ma non sarebbe piuttosto una follia continuare a vivere una vita che non ci rende felici? Senza neanche provare a cambiarla? Il cambiamento non è impossibile, bisogna solo volerlo veramente e con tutte le forze.

Mollare tutto non significa rinunciare, ma andare avanti; cambiare direzione non perché qualcosa non va d’accordo con voi, bensì perché voi non andate d’accordo con qualcosa… Mollare qualcosa, che sia un lavoro o un’abitudine, significa svoltare e accertarsi di essere ancora in cammino verso i propri sogni – Pico Iyer

L’insoddisfazione distrugge

Soprattutto quella lavorativa. Se siamo insoddisfatti sul lavoro ne risente tutta la nostra vita. È una condizione logorante, sfiancante, che ci porta ad una spirale di infelicità.
È così che ci siamo sentiti. Con lavori che non ci stimolavano più, lontani dalle nostre passioni e da chi siamo oggi. Le giornate sembravano tutte uguali. Attendevamo le ferie o il weekend con smania per fare quello che ci faceva star bene, per dedicarci ai nostri viaggi.

Era come se fossimo dentro a un vortice che gira senza possibilità di fermarsi, come se avessimo inserito il pilota automatico. Il tempo per stare con le persone che amiamo e coltivare le nostre passioni si riduceva alle stanche ore serali o al weekend. E tutto questo ci stava tremendamente stretto.

Vogliamo un domani non rimpiangere il tempo perduto, perché la vita è una e nemmeno così scontata. Vogliamo trascorrere il nostro tempo sentendoci vivi.

Ma è molto più semplice costruire una vita in cui sentirsi al sicuro, al riparo dagli imprevisti, in cui i cambiamenti vanno evitati e i sogni sono per i folli. È questa la famosa comfort zone. È in suo nome che abbiamo barattato la nostra felicità per una presunta sensazione di sicurezza.

Ma per noi era diventata solo una bellissima gabbia soffocante. Volevamo emozionarci, conoscere, sentirci elettrizzati davanti alla scoperta, metterci alla prova, sbagliare, riprovare e risbagliare, sentirci vivi.

Forse ci serviva qualche anno per capirlo o semplicemente negli anni siamo cambiati noi. Il pensiero di cambiare vita si presentava puntuale ogni 2-3 mesi. Succede a tanti, per cui ci ripetevamo che era solo un momento, che avremmo dovuto tenerlo a bada e nel giro di qualche giorno se ne sarebbe andato.
Lasciare tutto avrebbe significato uscire dal modello di vita considerato giusto e normale da tutti. È una cosa che non si fa! E quelli che lo fanno sono matti!

Quando prendi coscienza che stai vivendo una vita che non senti tua è finita

Il pensiero ti entra in testa, lì rimane e ti ossessiona. Ci siamo resi conto che per tanti anni siamo stati accecati da paure immaginarie e da scuse, ma la scelta era già parte di noi. Giulia dopo il primo viaggio per volontariato in India è tornata con una visione della vita completamente stravolta, mentre Ale nel corso degli anni di lavoro e viaggi importanti in Centro America ha capito che vorrebbe cambiare modo di vivere il suo tempo.

Così, un giorno, ci siamo decisi. Si cambia vita. La posta in gioco era veramente alta. Per entrambi significava abbandonare tutto, case, due lavori a tempo indeterminato, allontanarci dalle nostre famiglie e amici.
Ma era il momento giusto. Entrambi con la stessa voglia di cambiare, ci siamo spronati a vicenda. E grazie a mesi di risparmio è stato possibile realizzare questo sogno.

Perché dobbiamo continuare su una strada che non sentiamo nostra?

Siamo convinti al 100% del percorso che abbiamo intrapreso, ma le reazioni al nostro annuncio ci hanno fatto capire quanto non sia facile comprendere un percorso diverso da quello considerato “classico”.

Ci siamo sentiti dire che quella non è la vita reale. Che ormai siamo vecchi e che alla nostra età dovremmo pensare a sposarci, prendere casa e fare figli. Dovremmo secondo chi? Non siamo contro questo percorso, che in passato abbiamo anche cercato, ma oggi non fa per noi.

Ma siamo contro chi vuole convincerci che quella sia l’unica strada percorribile, che vuole farci passare per matti se decidiamo di tracciarne una diversa. Contro chi ha rinunciato ai propri sogni e pretende che lo facciano anche gli altri. Tutti hanno il diritto di cercare di sentirsi realizzati ed andare verso quello che ci rende felici.

Abbiamo mille paure, ma non quella di fallire

Il nostro percorso ci ha insegnato che la caduta è una risorsa per attivare la mente, per riscoprirsi e migliorarsi. Semplicemente non c’è fallimento nel seguire i propri sogni, lasciando la comfort zone e mettendosi in gioco. C’è solo una nuova strada, che non sappiamo dove porterà, ma sarà la nostra strada.

Siamo consapevoli che sarà un percorso difficile e pieno di ostacoli, ma i nostri sogni non si avvereranno rimanendo chiusi in un cassetto, siamo noi a doverci rimboccare le maniche e non ostacolarli!

Siamo sognatori ribelli e andiamo a prenderci la nostra felicità.

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